CORRIERE

GINEVRA E’ CRESCIUTA. IL GUSTO SEMPRE TOP.

ANCONA Ginevra cresce e diventa signorina. Guido Guidi sorride e annuisce. «Proprio così – dice – quando abbiamo aperto, era una bambina sull’altalena che guardava lontano, ora…». E non finisce, rimanda la conclusione alla sorpresa di un video, con cui la narrazione dell’esperienza del gusto del ristorante del Seeport – Ginevra appunto – ha il volto di una splendida donna. «Grande, coinvolgente e raffinata», come recita l’invito al party di ieri pomeriggio per celebrare l’avvio della stagione e del nuovo menu.
«Una inaugurazione atipica» dice ancora Guidi, top manager di The Begin, la società di hotellerie con cui gestisce oltre al Seeport anche La Fonte di Portonovo. Perché, in realtà, Ginevra, da quella bambina in altalena, di passi avanti ne aveva già fatti. All’apertura, era al primo piano nella hall dell’albergo; poi, il passaggio al roof garden. Panorama sempre mozzafiato, gusto sempre al top nel segno di Umberto Bentivoglio, giovanissimo chef, che Guidi ha voluto con sé in questa avventura. «Di lui – racconta – mi hanno colpito l’intraprendenza, l’impegno per il lavoro, il non sentirsi arrivato».
La mission è comune: vestire l’accoglienza ad Ancona con un abito internazionale e innovativo, fortemente legato all’eccellenza dei prodotti del territorio. Al ristorante, si è aggiunta la Terrazza, rivolta «all’energia dei giovani di cui non si può fare a meno», un punto di vista – per location e accoglienza – che ha fatto subito breccia con il suo gusto «americano», prima e dopo cena. «All’inizio – non nasconde Guidi – mi dicevano che ero pazzo». A distanza di anni, «mi sento di dire che se ad Ancona c’è stato un forte rilancio del turismo, è anche merito di quello che abbiamo fatto. E per il futuro, noi ci siamo».
Proprio con la città, Guidi ha voluto condividere il momento di ieri. È stata l’occasione per presentare il nuovo percorso del gusto, l’evoluzione di quello precedente: il menu “Bistrot”, con un’altra brigata, è infatti ora destinato alla clientela dell’hotel nella hall; resta solo il menu “Gourmet” che diventa «democratico», per usare la descrizione di Guidi. Non c’è più la necessità di dimostrare qualcosa, ma solo la volontà di restituire all’innovazione della grande cucina il gusto della memoria, sempre sulla base di prodotti eccellenti, accompagnati dalla narrazione di Roberto Cecchetti, head sommelier. «È anche la festa – conclude Guidi – di tutti quelli che lavorano qui e che condividono questo sogno: la convivialità e l’accoglienza nel segno dell’eccellenza».
Edoardo Danieli

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